martedì 29 aprile 2014

Perché mi incazzo quando entro in un ristorante




Il nostro paese è in recessione.

Lo sapevate vero?

Si, lo so, non è che ho trovato l' uovo di colombo eppure qualcuno continua a confondere la recessione con qualcosa di passeggero che tanto a breve finirà.
Quando ai miei clienti dico che la famigerata crisi non finirà o comunque non a breve, mi accusano di pessimismo.

Quando gli dico che per ottenere risultati migliori dovrebbero immaginare di svegliarsi oggi nella realtà attuale ed iniziare da li, come se i tempi andati non si conoscessero affatto, come se non ci fosse mai stata quella parentesi meravigliosa in cui i clienti venivano da te senza che tu facessi una mazza, mi guardano come guarderebbero un becchino.

In fondo il mio lavoro non consiste nell'essere simpatico ma nell'essere efficace ad aiutare il cliente a trovare le migliori soluzioni e preferisco di gran lunga vederli sorridere alla fine che all'inizio.
Quando vedo un' azienda che lavora male, un negozio con commessi scortesi, una parrucchiera che non sa fare il suo lavoro mi sfastidio ma quando entro in un ristorante e vedo delle cose che non vanno mi incazzo come una bestia.

Questo perché nel mio immaginario il ristorante è l'attività per eccellenza in cui con un buon marketing, un buon approccio il cliente ed un minimo di fantasia si possono ottenere risultati eccellenti.
Quando entro in un ristorante, invece, la prima cosa che noto è tutto ciò che non va e non mi riferisco a tavoli mal apparecchiati o camerieri con il muso.
Mi riferisco piuttosto a tutte quelle incongruenze fra i vari aspetti che creano l'identità del locale stesso.

Entri un un locale che si chiama "IL CASTELLO DEI PRINCIPI" e trovi un servizio da bettola.

Entri in un locale con le posate d'argento e prezzi alle stelle e la cameriera non sa se servirti da destra o da sinistra.

Entri in un locale con tutti tavoli a lume di candela e alle 20:45 in punto si accende il televisore per il derby.


ED IO MI INCAZZO!!


Mi incazzo perché a volte a fare la differenza sono proprio le piccole cose che io vedo in modo palese ma che qualsiasi cliente, magari a livello inconscio, percepisce come stonature, come incoerenze fra quel che si è e quel che si dice di essere, fra ciò che si fa pagare e quel che si offre, fra nome e ambiente del locale.
Queste incoerenze si trasformano nella mente del cliente in confusione.
Significa che il cliente non riesce ad associare al vostro locale un'identità ben precisa, non riesce a dire "vado da PEPPE IL TARTUFARO perché...."

Succede allora che il cliente sperimenta, oggi qui, domani la, dopodomani forse passerà da voi ma sarà certo che non resterà mai fedele ad un locale che non ha una forte identità.
Cosa fare allora?

Quello che io faccio con i miei clienti...delle belle domande:



  • Quali valori voglio esprimere alla mia clientela?
  • Qual'è il mio target di riferimento?
  • Cosa esprime l'ambiente del mio locale?
  • Quale livello di competenze ci sono nel mio locale?
  • Quali sono i comportamenti utilizzati di solito con il cliente?



Se le risposte a queste domande sono incoerenti fra loro avete un problema e dovreste rimettere in discussione alcune scelte fatte, altrimenti siete già ad un punto discreto.
Il marketing è l'insieme delle azioni attraverso le quali potete influire sulla scelta finale del cliente, dal modo di rispondere al telefono fino a come lo saluterete alla fine di un buon pasto.
Non ci sono modi buoni o cattivi di farlo, ci sono modi coerenti o incoerenti, tutto qua.

Detto questo, se vuoi scoprire come poter aumentare gli incassi del tuo locale, attraverso un percorso veramente efficace, lascia i tuoi dati CLICCANDO QUI e visita il nostro sito www.professioneristoratore.it

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