giovedì 14 aprile 2016

La Programmazione Neuro Linguistica e la ristorazione




Il mio primo approccio con la P.N.L. (programmazione Neuro Linguistica) risale a diversi anni fa.
Una sala convegni di un hotel, 60 persone circa che per 3 fine settimana full-time affrontavano per la prima volta un argomento strano, affascinante, quasi avvolto dal mistero.

Questa scienza strana nasce negli anni ’70 in quel di Palo Alto, cittadina californiana dove sorge il Mental Research Institute, ossia un centro di terapia psicologica (un manicomio per capirci).

Visto il materiale che avevano a disposizione (i matti), in questa cittadina nasce una delle più famose scuole di psicoterapia che trae il nome dalla stessa cittadina, la scuola di Palo Alto che molti di voi avranno con molta probabilità sentito nominare.

In questa scuola 2 tizi, Richard Bandler e John Grinder, andarono a sviluppare delle idee di altri grandi nomi della scuola come ad esempio Gregory Bateson ed andarono in particolare ad analizzare il lavoro di 3 grandi psicoterapeuti del tempo quali Virginia Satir, Fritz Perls e Milton Erickson.

Per un motivo molto semplice, questi 3 personaggi ottenevano con i loro pazienti risultati veloci e duraturi quando il resto della psicologia si avvicinava sempre di più alle teorie Freudiane, teorie che costringevano i pazienti ad anni di terapia inutile.

Dopo  questa supercazzola storica sulle origini della P.N.L. vi starete chiedendo cosa c’entra la ristorazione con tutto questo.

In qualche modo c’entra perché la P.N.L. è stata poi sviluppata fino a dare origine (o per meglio dire, fino ad accorpare) una serie di teorie sul comportamento umano, sul modellamento di schemi di comportamento ed in particolare sulla comunicazione.

Per dare una definizione breve di questa scienza, o pseudoscienza visto che così è stata classificata, possiamo dire che la P.N.L. è lo studio dell’impatto che la comunicazione (verbale e non verbale) ha su di noi, sugli altri e sul mondo.

Non vi nego che nei giorni in cui frequentavo il corso ero convinto che una volta avuto in mano l'attestato (nel caso specifico diventai pratictioner in PNL), avrei potuto ipnotizzare chiunque ed ottenere tutto ciò che volevo.
Inutile dirvi che non andò proprio così.

Quando si parla di comunicazione si parla dell’argomento degli argomenti.
Non esiste ambito lavorativo in cui non sia fondamentale comunicare in maniera efficace.

Come dico spesso in aula, comunicare è un’attività che paradossalmente svolgiamo tutti continuamente senza mai migliorare di in millimetro.
Chiunque, in qualunque disciplina, sportiva o non, mettendosi a praticare ogni santo giorno della sua vita dovrà per forza migliorare, anche di poco ma lo farà.
Nella comunicazione no.

Più comunichiamo, più sbagliamo ottenendo pessimi risultati e più peggioriamo la nostra abilità comunicativa.

Quale influenza ha però la nostra incapacità nel buon andamento del lavoro?

Ristoratori che non sanno comunicare con i propri collaboratori.
Membri delle brigate che non sanno comunicare fra di loro.
Camerieri che non sanno comunicare con i clienti.
Litigi, incomprensioni, tensioni.

In un ambito lavorativo come quello della ristorazione in cui ritmi e carichi di lavoro sono al limite della sopportazione tutto questo può innescare una bomba ad orologeria.

La domanda allora che oggi mi pongo è:

Perché oltre ad insegnare le basi della cucina o della sala non si insegna nelle scuole la comunicazione efficace?
Dirò di più.
Perché non si insegna la capacità di lavorare in team o la gestione del tempo o le tecniche di vendita o, appunto, la P.N.L.?
Perché ci si focalizza sempre e solo su abilità tecniche e mai su quelle abilità trasversali di cui sempre più spesso sentiamo parlare.

Che impatto avrebbe sull’andamento (e quindi sul profitto) del vostro ristorante avere un cameriere che oltre ad essere tecnicamente preparato è in grado di comunicare talmente bene con il cliente da indirizzarlo verso scelte per voi più convenienti?
Esistono tanti piccoli stratagemmi che possono avere un impatto enorme su scelte, obiezioni e percezioni del cliente.

Che impatto avrebbe una brigata che lavora in modo armonioso senza screzi e incomprensioni che spesso generano perdite di tempo, dispetti e piatti sbagliati.

Che impatto avrebbe un ristoratore capace di comunicare con i propri collaboratori in maniera efficace, capace di essere un leader, conoscitore delle basi della motivazione  e dei meccanismi che si formano all’interno di un team?

Io credo fermamente che tutto questo non sia solamente fantasia e che le abilità sopra descritte possano essere acquisite o migliorate, a differenza di quanto si dice in giro.

In molte aziende questo è stato capito e sistematicamente si cerca di creare percorsi formativi che possano migliorare la professionalità dei propri collaboratori.

Nella ristorazione, in Italia, siamo estremamente avanti dal puto di vista tecnico ma estremamente indietro dal punto di vista manageriale con la conseguenza che certi argomenti, purtroppo, sono considerati superflui, roba per le grandi catene.
Niente di più sbagliato.

Vi consiglio allora di avvicinarvi a questo mondo (al di là della P.N.L.), meno tecnico ma ugualmente importante analizzando il livello qualitativo del vostro personale (voi compresi) su abilità quali:


  • Comunicazione efficace
  • Gestione del tempo
  • Gestione delle emozioni (intelligenza emotiva)
  • Capacità di lavorare in team
  • Capacità di guidare un team (Leadership)
  • Capacità di vendita
  • Problem solving


Se c’è da migliorare siete voi i primi responsabili a doverlo fare.

Non mi resta che augurarvi una buona giornata e buona ristorazione

Nessun commento:

Posta un commento

Intervista ad Andrea Fontana, ristoratore e relatore all'evento Professione Ristoratore Revolution 2018

Ospite della giornata del nostro blog è Andrea Fontana, titolare della trattoria Il Gabbiano situata a Corte de' Cortesi (CR). An...