lunedì 31 ottobre 2016

Storia triste di un ristoratore destinato al fallimento



Caro ristoratore questa è una storia triste, molto triste.

La storia del titolare di un ristorante che dopo anni di stenti, di debiti, di disperati tentativi di tenere in piedi la baracca decide di tirar giù la saracinesca per sempre.

La storia di un uomo che nonostante i grandi sogni e le migliori aspettative, nonostante anni passati a riempire il locale, si ritrova oggi ad affogare i suoi dispiaceri in un bicchiere di whisky nel bar del paese, raccontando ogni sera di quanto era bravo e di quale successo aveva il suo ristorante.

La storia di un imprenditore che poteva ottenere grandi risultati e che invece si ritrova con un pugno di mosche e con il peso del fallimento sulle spalle.

Una storia che potrebbe essere benissimo la tua, magari non oggi, magari non domani, ma che prima o poi potrebbe essere la tua.

Ciò che infatti sta succedendo nel mondo della ristorazione è evidente, palese oserei dire, chiaro e limpido agli occhi di tutti, tutti tranne forse voi ristoratori.

Come ogni mercato infatti, la ristorazione è il punto di incontro fra domanda e offerta, fra chi ha il bisogno di soddisfare un suo desiderio attraverso una cena in un locale e chi offre la propria offerta ristorativa.

Come ogni mercato, quando c'è un evidente differenza fra domanda e offerta una delle due parti soffrirà.

E' il caso in cui un cliente non trova nel mercato un'offerta sufficientemente ampia con la conseguenza di doversi accontentare di ciò che trova, accettando indiscriminatamente qualità e prezzi dettati dai fornitori.
E' il caso in cui i prodotti o i servizi offerti al mercato sono di gran lunga superiori alla reale richiesta, tanto che il cliente diventa padrone del mercato, dettando regole e sputando sentenze.

Questo secondo caso è certamente quello che più si avvicina all'attuale situazione della ristorazione in Italia.

Ad ogni problema, come sempre, c'è una soluzione.
In questo caso è un po' dolorosa.
Dolorosa ma inevitabile.

L'unica cosa, infatti, che può riportare in equilibrio questo mercato è la chiusura di una buona parte dei ristoranti.
E non sarà una questione di scegliere perché l'alternativa non esiste.
Se a volte quando c'è meno, c'è meno per tutti, in questo caso purtroppo no.
In questo caso c'è e ci sarà sempre di più chi si accaparra gran parte del mercato e chi resta alla porta a guardare.

Questo significa che una buona percentuale di ristoranti è inevitabilmente destinata alla chiusura, con relativi ristoratori che si ritroveranno a bere insieme al bar raccontandosi quanto erano bravi e belli ai tempi d'oro.

Se questo è per me un assioma sul quale non sono disposto a sindacare e se io ne voi abbiamo il potere di evitare tutto ciò la domanda vera, efficace, che produce risultati è:

VOI, DA QUALE PARTE VOLETE STARE?

Vuoi essere fra quelli che saranno schiacciati da questa situazione o fra quelli che riusciranno a portare al successo il proprio locale?

E quale sarà la differenza che farà la differenza?

Premesso che non esiste una formula magica funzionante per tutti e che spesso il lavoro necessario può essere lungo e doloroso, è assolutamente vero che coloro che si rifiutano di vedere i cambiamenti che il mercato ha subito e che continuano a mettere in campo soluzioni e strategie valide fino agli anni '90 avranno seri problemi.

Ciò che oggi il mercato richiede è un'offerta chiara, unica, che vi distingue dai vostri concorrenti, attraverso l'esaltazione delle vostre unicità, dando coerenza a capacità e comportamenti, dando un motivo più che valido al cliente per scegliere voi.

Vi lascio quindi con due domande su cui batto molto spesso ed alle quali molti ristoratori non sanno rispondere:

  1. COSA VI RENDE UNICI?
  2. PERCHE' IL CLIENTE DOVREBBE SCEGLIERE VOI?


P.S. Piccola regola, nelle risposte non si possono usare le parole "PREZZO" e "QUALITA'"

Buon esercizio e buona ristorazione.



2 commenti:

  1. un mio pensiero io ho fatto x tanti anni il ristoratore premetto anni 80/90 anni d"oro non sono fallito quando mi sono accorto che passavo più tempo dal commercialista e non nel mio ristorante ho venduto tutto e ho fatto benissimo poi nella mia carriera ho lavorato in vari ristoranti ho visto varie situazioni di fallimento alcune x troppe spese e alcune x negligenza diciamo del titolare il rovescio della medaglia ho visto e lavorato ultimamente in ristoranti che fanno soldi ha palate non è facile ma ci sono dei ristoratori molto bravi e circondati da collaboratori professionali. cosa dire a fare il ristoratore non è facile x tantissimi motivi e situazioni .grazie

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  2. Grazie a te per il commento. M dispiace per la tua storia e per il tuo fallimento.
    Hai perfettamente ragione, il ristoratore non è un lavoro semplice, tantomeno nel nostro paese ma con le giuste conoscenze e strategie si può ancora fare molto bene

    RispondiElimina

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