sabato 28 gennaio 2017

Il file che il vostro ristorante non dovrebbe mai essere...



...ovvero, cosa fare, o meglio non fare, per evitare di essere invisibili agli occhi del cliente.


Molti scienziati affermano che il cervello sia un computer potentissimo.

Molti sono i casi di persone capaci di calcoli matematici per altri impensabili o capaci di memorizzare un numero elevatissimo di particolari in pochissimi secondi, il che mi fa una gran rabbia visto la mia difficoltà a ricordare qualsiasi cosa.

Ciò che è certo è che la mente umana è organizzata esattamente come ognuno di voi fa, meglio o peggio, con il proprio PC, attraverso file, cartelle e  sottocartelle.

Personalmente sono un fanatico della precisione del desktop, non tanto per virtù ma perché facendo il contrario non riuscirei mai a trovare un file in vita mia (sempre tornando alla mia difficoltà nel memorizzare).

Gestire bene i file del proprio computer significa fondamentalmente fare delle associazioni logiche in base a nomi e caratteristiche dei file da archiviare, inserendoli in cartelle il cui nome possa accumunare più file.

Una cosa che però mi capita spesso è quella di dover catalogare un file e non riuscire a trovare la cartelle più adatta, perché sostanzialmente non risponde a nessuna caratteristica delle cartelle create.

In questi casi verrà inserito in una cartella che con molta fantasia potrà essere associata al file in questione oppure viene in aiuto la cartella “VARIE”, all’interno delle quali risiedono tutti file con caratteristiche diverse ma non ben definite.

Il problema vero nasce quando, in un secondo momento, avrò la necessità di ritrovare quel file, di cui certamente non ricorderò il nome ed il ragionamento logico fatto nel momento dell’archiviazione.

Ecco allora che inizierò ad aprire cartella dopo cartella alla ricerca di un file il cui nome dovrebbe ricordarmi qualcosa.

Ciò che accade a me di fronte ad un PC, accade al cliente o per meglio dire alla mente del cliente con un prodotto o un’attività commerciale.

Quel che voglio dirvi e che se siete degli imprenditori, voi, la vostra attività e il vostro prodotto/servizio non dovete mai e poi mai essere come quel file.

Immaginate una donna (la scelta non è casuale; le donne fanno ragionamenti più complessi nelle decisioni rispetto agli uomini, causa per cui, come i computer, ogni tanto vanno in loop e si bloccano pretendendo l’aiuto degli uomini che al contrario hanno un meccanismo di scelta talmente semplice da risultare odioso alle donne).

Immaginate che questa donna senta il bisogno di passare una serata diversa con il proprio marito.

A questo punto nella propria mente andrà ad aprire la cartella “serata diversa”, dentro la quale ci saranno una serie di sottocartelle del tipo:

  • “ristorante”, 
  • “cinema”, 
  • “discoteca” ecc…

[Già questo primo ragionamento deve spingervi a comprendere che i vostri concorrenti non sono solamente gli altri ristoranti ma tutte quelle attività che soddisfano il bisogno di passare una serata differente.
Il bisogno, poi si trasformerà in desiderio (la scelta della tipologia di locale) e successivamente in domanda nel caso in cui il cliente possieda la capacità economica per farlo ma questo è un concetto che affronteremo un'altra volta...torniamo a noi]


Mettiamo che questa nostra amica decida di aprire la cartella “ristorante”. 

Al suo interno troverà altre cartelle che andranno ad identificare la tipologia del locale, 

  • “ristorante romantico”, 
  • “ristorante divertente”, 
  • “ristorante costoso”, 
  • “ristorante specializzato in piatti di pesce”
  • .... e chi più ne ha più ne metta.


Una volta scelto la tipologia di ristorante nel quale vorrà trascorrere la serata e quindi aperta l’ultima cartella, si troverà di fronte la lista dei ristoranti che rispecchiano le caratteristiche ricercate, naturalmente formata da quei locali che per un motivo o per l’altro hanno lasciato un segno nella sua mente, il che potrebbe essere una serata già trascorsa, il passaparola di un’amica o una buona pubblicità su Facebook.

Fra questi ristoranti ne verrà scelto uno e soltanto uno, non sappiamo bene quale, ma di certo sappiamo quale sarà quello che non verrà scelto.


Non potrà mai essere scelto il locale che in tutto questo percorso mentale non verrà mai sfiorato, per il semplice fatto che non si riesce a collocare in nessuna cartella.


Sarà magari un locale carino, magari anche con un ottimo rapporto qualità prezzo, magari anche con un buon servizio di sala ma che fondamentalmente non ha nessuna caratteristica che possa contraddistinguerlo, non ha carattere ed identità, manca di una propria filosofia e di valori da trasmettere.

Per questo motivo, se siete de ristoratori, ciò che certamente dovete evitare come la peste è di essere quel file, quello che nessuno sa dove mettere, quello che magari potrebbe un giorno essere importante ma nessuno si ricorda il nome ed il posto dove è stato messo, perché in questo caso perdereste in partenza.

Per far questo è necessario concepire che il marketing è un processo che non deve mai partire dall’esterno, attraverso una nuova campagna pubblicitaria o creando un sito internet migliore.
Il marketing deve sempre partire da dentro, da un’idea, da una filosofia, da una visione che va al di là del semplice prodotto o servizio da vendere.

Il marketing deve essere una splendida storia da raccontare fatta di innanzitutto di valori, emozioni e sensazioni da poter trasformare in qualcosa di unico.
Una storia talmente bella da voler invogliare i vostri clienti a farne parte a tutti costi.


I clienti oggi sono stufi dei vostri prodotti
 ma dannatamente assetati delle storie che avete da raccontare attraverso di essi.

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