venerdì 21 settembre 2018

Formazione marketing per la ristorazione...quella brutta.



Avete presente quei film di boxe dove il protagonista finisce per allenarsi in una palestra brutta e vecchia, con un coach altrettanto vecchio, zoppo e scontroso?

I metodi di allenamento sono strani e il protagonista ha il dubbio che il peso degli anni si facciano sentire sulla testa del coach.
Non ha a disposizione macchinari, si allena con soli mezzi di fortuna, al freddo, al caldo, sotto la pioggia o la neve.

L'avversario invece è di solito più figo, più ricco e si allena in una palestra supertecnologica con  allenatori altrettanto fighi, convinti di essere i migliori.
Ha a disposizione gli ultimi macchinari presenti sul mercato, si nutre con integratori ed ha a disposizione una bella casa, un'auto sportiva e uno yacht.

Il finale è sempre lo stesso...il figo ci prende un sacco di mazzate!

Non so se nel mondo della boxe queste cose avvengano realmente.

Posso però spiegarvi ciò che avviene nel mondo della formazione.

Ci sono essenzialmente due tipi di corsi.

Quelli fighi in cui i relatori vengono dall'altra parte dell'oceano, in cui si balla e si canta, in cui tutti hanno come minimo una Ferrari, in cui si utilizzano solo termini inglesi, in cui si danno ai partecipanti una miriade di informazioni (magari anche giuste), in cui però alla fine, al netto di una bella sensazione positiva che potremmo chiamare "motivazione" resta poco o nulla.

Ciò che accade più spesso è l'idea di aver trascorso una o più giornate fighissime con l'impossibilità però di passare all'azione.
Cosa farai una volta uscito dall'evento?
Se non avrai subito una risposta sei stato fregato.

E lo sai qual è la cosa più brutta?

Che probabilmente la fregatura non è terminata.

Perché ciò che molti esperti cercano di fare è convincerti che loro sono bravissimi...sei te che probabilmente non hai proprio capito bene...non hai appreso abbastanza.

Loro però hanno la soluzione subito pronta, un altro bel corso/info-prodotto/ consulenza, più bella e più figa di prima.

Perché loro sono esperti e hanno ottenuto risultati strabilianti e quindi quello sbagliato sei te, è assolutamente scientifico.

Mi ricorda un po' la medicina.

Se vai dal dottore perché hai qualche disturbo intestinale non ti chiede qual è la tua alimentazione.
Ti prescrive un bel medicinale da prendere all'occorrenza.

Tu torni a casa, continui a mangiare merda e se hai disturbi ingoi la tua bella pasticchina.

La tua salute è peggiore di prima, ora ti vengono anche delle belle emicranie,  ma non può essere colpa del dottore, lui ha studiato...tu no.

Così torni da lui, il quale ha la soluzione...un'altra pasticchina per il tuo nuovo disturbo.
E così via, fino a quando molli...o schiatti.

Poi c'è la formazione brutta.

Quella in cui esci devastato, in cui sei stato insultato, in cui ti hanno obbligato a farti domande scomode e a scoprire scomode verità, in cui ti hanno fatto lavorare, in cui dovrai prendere scelte coraggiose.

Questo tipo di formazione non ti da la motivazione a far meglio, ti da gli strumenti per far meglio.

Non ti fa pensare di essere il più figo del pianeta e di poter diventare un super eroe ma ti porta pian piano per mano a raggiungere realmente gli obiettivi prefissati, sbattendoti in faccia gli errori commessi e quelli che potresti commettere.

Questa è la formazione brutta, quella che ti permette, un secondo dopo averla terminata, di correre a mettere in pratica il primo passo, e poi il secondo, e così via fino a ritrovarsi nel punto esatto in cui volevi arrivare.

Senza bisogno di nuovi mirabolanti segreti.
Senza bisogno della nuova irrinunciabile soluzione.
Senza bisogno dell'ennesima pasticchina (o suppostina???).

È come se, andando dal dottore, lui ti chiedesse di raccontargli esattamente come sono strutturati i tuoi pasti.
La domanda ti mette già un senso di disagio perché in fondo lo sai che la tua alimentazione non è delle migliori.

Poi ti chiede se fai un minimo di sport, qualche passeggiata.
E tu rispondi di no e già inizi a capire che qualcosa di strano sta per accadere.

E in effetti è così.

Ti trovi di fronte il primo medico che non ti prescrive un medicinale.
Ti dice invece che per come stai andando avanti sarebbe strano che non avessi disturbi e di iniziare a fare una passeggiata di mezz'ora un giorno sì e uno no, da domani.
E di eliminare il più possibile dolci e zuccheri, da subito.
Se non lo fai, presto o tardi potresti avere qualche serio e pericoloso disturbo.

E tu torni a casa, magari un po' frastornato e titubante ma con due azioni specifiche da mettere in pratica.

Ci provi e, come per magia, vedi i primi risultati.
Non solo non hai più disturbi intestinali ma hai una sensazione di benessere generale.
Ti ritrovi pian piano a riscoprire il gusto nel mangiare e nel fare sport.
E sei più bello. E più felice. E più sano.

Certo il primo medico guadagnerà forse più soldi ma il secondo medico fa il suo lavoro, curando il prossimo suo serio.

Come quello che facciamo noi.
Siamo formatori, diamo nuova forma e in particolare, trasformiamo i ristoratori nei professionisti capaci di portare al successo il proprio ristorante.

Senza formule magiche, senza segreti, senza pasticchine da ingoiare.

È la formazione brutta. A voi la scelta.




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